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Come non approffittare di un bel weekend lungo di novembre per dedicarsi un po’ di tempo nella natura!
Così il primo weekend di novembre, abbiamo prenotato una camera di un delizioso B&B la casa dei nonni dove ci ha accolto Daniela nel bel mezzo dell’Appennino nell’area MAB Unesco dell’Appennino Tosco Emiliano.

Un weekend tra gli alberi e alla ricerca di castange

Siamo partiti il venerdì mattina, colazione a casa e subito in macchina con i nostri bagagli e l’immancabile Illy per una vacanza di questo tipo!

Dopo poco più di 2h siamo già in zona e ne approfittiamo per assaggiare qualche piatto tipico in un piccolo ristorante: La Lanterna che si trova a Cervarezza.

Abbiamo assaggiato tortelli di zucca al ragù, erbazzone e pasticcio di zucca e salsiccia…tutto molto buono anche se per tutta la giornata ci avrebbero accompagnato 😂.

In queste zone siamo circondati da piccoli paesi, in ognuno dei quali si può trovare un supermercato, un bar e forse se sei fortunato un ristorante, posti che con il tempo sono stati abbandonati a favore delle grandi città, ma che grazie alla popolazione rimasta, continuano a farsi valere!

Pietra di Bismantova

Arriviamo poco dopo pranzo al B&B, e subito un caloroso gruppo di persone ci accoglie, ci accompagna alla camera portandoci pure le valigie…anche loro avevano appena finito di mangiare tutti in compagnia e si stavano godendo il sole della giornata.
Anche con Illy fin da subito sono stati premurosi, a parte Pongo, il loro cagnolino che sembrava non apprezzare troppo la presenza nella nostra bestiolona nera.

 

Ci facciamo subito consigliare dove poter fare il nostro primo trekking, così ci dirigiamo alla Pietra di Bismantova. Ad una decina di minuti in auto, raggiungiamo il primo sentiero del weekend.
Non facciamo escursioni di questo tipo da un pochino, ma ce la siamo cavata bene: è un percorso non troppo impegnativo, solo alcuni tratti molto brevi in pendenza con grosse rocce dove bisognava un pochino aggrapparsi.

Durante il percorso notiamo un gran movimento, non solo di escursionisti ma anche di ragazzi che si arrampicano fino alla cima…e non appena anche noi raggiungiamo “la vetta”, vediamo un gruppo di persone tutte occupate in varie attività come yoga, arrampicata, prova di equilibrio sulle funi…fino al più estremo che aveva fatto passare un luuuuunghissimo cavo tra 2 vette e lo attraversava, ovviamente in sicurezza ed imbragato.

 

Per noi era un pochino troppo, così continuiamo con una tranquilla camminata per gustarci il bellissimo paesaggio. Ci avremmo messo 1 oretta a salire così pensiamo di avviarci già verso il ritorno per evitare di rimanere bloccati con il buio visto che oramai già alle 17 si fa scuro.

Scendendo arriviamo ad un piccolo bar, dove incontriamo Michele, il ragazzo che poco prima ci aveva aiutato con le valigie, e ne approfittiamo per chiedergli dove avremmo potuto raccogliere qualche castagna…così ci indica una zona proprio lì vicino e decidiamo così di trascorrere le ultimi luci del giorno….chissà se abbiamo davvero raccolto qualcosa di commestibile o meno, lo scopriremo solo una volta arrivati a casa…

Prima di tornare a risposarci, decidiamo di fermarci per un apericena in un baretto consigliato sempre dal nostro nuovo amico, dove dopo un paio di spritz e una piadina, ci dirigiamo verso il B&B per riposarci in preparazione della giornata seguente.

Monte Ventasso e Lago Calamone

Il giorno seguente ci svegliamo: alle 8:00 ci aspetta la colazione che ci ha preparato Daniela, tra qualche consiglio e chiacchiera ci gustiamo una buonissima torta di mele e un plumpcake al cioccolato accompagnati da un cappuccino e qualche biscottino per Illy.

 

Partiamo subito, alle 9.30 siamo già con lo zainetto in spalla, Illy carica a molla e partiamo per raggiungere la vetta del monte Ventasso.

Partenza dal lago Calamone, si tratta di un trekking visto su Wikilok e suggerito da Daniela stessa, circa 9km di passeggiata abbastanza semplice anche se con delle belle salite. Durante il percorso ci fermiamo a gustare la pizza (buonissima 🍕) che avevamo preso la mattina in un piccolo market.
Raggiungiamo la vetta nel giro di 1 oretta dove ci riposiamo un pochino. Nel mentre si riempie di gente, moltissimi con cani, così decidiamo di procedere e seguire il percorso sul crinale….che dire…vista stupenda e percorso mozzafiato!

Raggiungiamo dopo 1 altra oretta un bellissimo rifugio, tenuto molto bene, con possibilità di fare il fuoco, qualcosina da mangiare come fagioli in scatola, del vino, tutto ben curato e ci balza l’idea di tornarci con degli amici per sfruttare quel posto magico. Nel mentre facciamo un’altra pausa con panini (il mio aveva la mortadella più buona del mondo, suggerita dalla commessa del negozzietto) e un pisolino.

Belli carichi dopo una mezza oretta, Illy ci sprona a ripartire…prendiamo quello che pensiamo essere il sentiero giusto ed iniziamo un lungo sali/scendi sempre in mezzo al bosco e caratterizzato da un bellissimo tappeto di foglie dei vari alberi. Il percorso anche questa volta non è complicato, salite non troppo ripide e discese abbastanza morbide a parte un paio di punti. Verso la fine perdiamo per un attimo la direzione, solo alberi e foglie cadute non ci aiutano ad orientarci…ma alla fine riusciamo .a ritrovare il percorso e torniamo al nostro punto di partenza: il lago Calamone, che ora era pieno di persone che sfruttavano il sole per scaldarsi o per passare qualche momento in tranquillità.

In tutto tra riposini vari, ci abbiamo messo circa 4h così pensiamo sia giusto dedicarci un buon estathè, una fetta di torta al mascarpone e marmellata nel bar che si trova al lago, prima di tornare verso il B&B.

E’ ancora presto, così ci prepariamo con calma, prima di andare a fare un aperitivo a Il Barino lì vicino, dove abbiamo la possibilità di esportare il mio amatissimo spritz al Cynar per terminare poi la serata in un ristorante poco lontano: La Mandriola.
Qui a cena fanno pizza o secondi, mangiamo un’ottima tagliata con verdure pastellate e olive oscolane. Poca scelta ma davvero tutto molto buono e non troppo pesante.
Così andiamo a dormire con la pancia bella piena.

PS
Ika ha affrontato il tutto con un terribile raffreddore e mal di gola…ma anche questa volta è riuscita a sopravvivere nonostante avesse dubitato di farcela. Ringraziamo Illy per il supporto morale, Ale faceva finta di nulla 🧐

Scimmiette e Castagne

Il terzo giorno ci svegliamo, e dopo la nostra colazione al B&B ci dirigiamo verso il parco avventura poco distante: Cerwood!

Ci mettiamo più del previsto ad arrivare visto che abbiamo fatto un paio di volte avanti ed indietro dal B&B perchè ci scordavamo delle cose 🫣.

Finalmente raggiungiamo il posto, siamo i primi ad arrivare….ci imbragano, ci fanno una piccola demo e siamo pronti per arrampicarci come delle scimmiette tra i vari percorsi in mezzo agli alberi.
Illy ci deve aspettare giù, ma è sempre molto brava e lamenta solo con qualche “cigolio” quando ci vede troppo lontani.

Noi partiamo, Ika più fifona, parte in quarta ma più passa il tempo tra gli alberi più le vengono le vertigini (sicuramente colpa del raffreddore XD) mentre Ale pavoneggia anche sui percorsi più temibili!!!
Terminiamo i vari giri con la carrucola più lunga del parco, questa è facile da fare, basta agganciarsi XD

Così anche questa volta ci siamo meritati il pranzo per poi ripartire verso l’ultima tappa prima di tornare a casa…la vera motivazione della nostra gita…LA RACCCOLTA DELLE CASTAGNE!

Raggiungiamo un bosco a Marola dove ci addentriamo con una sportina della coop e cominciamo a cercare per terra alla ricerca di tutte le castane, anche se molti ci avevano persuaso essendo oramai fine stagione….raccolto il nostro bottino, siamo pronti per tornare a casa e preparare queste prelibatezze!

Che dire, anche questa volta non ci siamo fatti mancare nulla e ci siamo pure portati a casa un bel souvenir!!!

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Comments:

  • Sardina

    Gennaio 7, 2025

    Bravi!!!!

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