Slovenia in Van: diario di 8 giorni tra paesaggi mozzafiato
Partenza ore 7.30 da casa su una comunissima Fiesta Bianca… ben consapevoli che non sarà il mezzo di trasporto ufficiale di questo nuovo viaggio. Infatti, tra due ore e qualche pit stop per fare merenda, l’appuntamento è a Bassano del Grappa con Claudio, il proprietario di BornFree! E’ nome che ha dato al suo van, un Wolkswagen T5 del 2008 messo in sesto per vivere le più belle avventure nel mondo. Il tempo per spiegarci come funzionano i vari strumenti e le raccomandazioni del caso ed eccoci qua, pronti per una nuova esperienza “van life”… stavolta in Slovenia!
La prima cosa che ci colpisce subito è la differenza di guida rispetto alla nostra “prima volta” con @FoxVan, il furgonato arancione usato in Portogallo che aveva bisogno di qualche trick magico per partire. Questa volta abbiamo pure il lusso del servosterzo!
Ma la vera differenza stavolta sta nel numero di passeggeri. Oltre ad Ale, Ika e il nostro spirito guida Sausage, lo spazio è condiviso con la nostra immancabile compagna di avventure Illy! Fin da subito la furbetta si accaparra il letto e decide di trascorrere tutto il viaggio bella comoda sul materasso, anche se inizialmente ci opponiamo poi pensiamo di far gustare questa vacanza pure a lei!
Partiamo quindi per la Slovenia. Prima tappa: Caporetto!
Mappa dell'itinerario
Giorno 1: Arrivo a Caporetto
Giorno 2: Trekking lungo il Percorso Storico di Caporetto, Valle dell’Isonzo e Gola di Tolmin
Giorno 3: Trekking nel Parco del Tricorno e arrivo a Bled
Giorno 4: Radovljica
Giorno 5: Bled e arrivo a Lubiana
Giorno 6: Lubiana
Giorno 7: Grotte di Postumia
Giorno 8: Castello di Predjama e ritorno in Italia
Giorno 1: arrivo a Caporetto
La partenza
Alternandoci alla guida verso il confine sloveno, raggiungiamo un piccolo spot sulla riva di un fiume e ci prepariamo il nostro primo pranzo su Vanny: una… aehm… gustosa “carbonara arrangiata” con qualche fatica… Perchè si, nella magica vita sul Van bisogna fare i conti con spazi piccoli e pochi utensili da sporcare il meno possibile! Ad ogni modo, qualunque sia il risultato finale, il bello è soprattutto nella preparazione. E onestamente questa carbonara era anche buona!
Mentre ci gustiamo la nostra prelibatezza, di colpo inizia a piovere… Ed è qui che la possibiità di rintanarsi nel Van ci fa capire quanto ci piaccia questo modo di viaggiare e vivere l’avventura!
Caporetto
Riprendiamo il viaggio, la pioggia è incessante e finalmente dopo quasi 200 Km arriviamo a Caporetto (Kobarid in sloveno)! Parcheggiamo per scendere a visitare il paesino… è piccolo ma ricco di storia da raccontare. Qui infatti avvenne l’omonima battaglia durante la Prima Guerra Mondiale, che portò alla più grave disfatta nella storia dell’esercito italiano. Attorno al paese vengono riportati alla memoria questi fatti, tramite monumenti e sentieri storici. Li visiteremo nella giornata di domani, mentre per oggi il tempo è ormai agli sgoccioli e ci fermiamo a prendere una birra in un localino che in pochissimi minuti si riempie di persone. Si chiama “Hisa Polonka“, il personale è gentile e disponibili nonostante il viavai di gente, la birra è buona e ci sono formaggi della zona che meritano di essere assaggiati… Ma è qui che, nel mezzo dei nostri discorsi, veniamo interroti da Francesco, il primo incontro della nostra avventura!
Francesco.
Francesco è un personaggio molto particolare, con accento fortemente milanese chiede di potersi appoggiare al tavolo, fin da subito si vedeva la sua intenzione a scambiare qualche chiacchiera. Così Ale accetta e cominciano a parlare di società, mondo, generazioni, disastri naturali… insomma con questo colorito e piuttosto ubriaco personaggio c’è modo di scambiare diverse opinioni… fino al punto in cui l’alcool non gli dà alla testa e i discorsi si fanno offuscati e privi di finale 😂
Per fortuna, ad un certo punto a Francesco è rimasta abbastanza lucidità per salutarci, ringraziandoci della compagnia, e uscire dal locale per andarsene chissà dove… ce lo stiamo ancora chiedendo!
Visto l’orario (sono oramail le 20) decidiamo per una cenetta veloce a base di pesce presso il ristorante dall’altra parte della strada, Restavracija. Una cosa tranquilla in quanto siamo stramazzati dal lungo viaggio… non abbastanza per farci mancare un gelato! Tornando al Van non possiamo fare a meno di notare una gelateria un pochino fuori dagli schemi… l’insegna recita “Ice Cream Adventure” e permette ai clienti di costruirsi da soli il proprio gelato! Partendo da una base di fiordilatte, yogurt o cioccolato, puoi sbizzarrirti con topping di vario tipo, dalle creme agli smarties… perfino le caramelle gommose!
E’ quindi arrivata l’ora di andare a riposare… cerchiamo un posticino tranquillo ma non troppo isolato per affrontare la prima notte. Il girovagare termina in un quartiere residenzale nella periferia di Caporetto. Con qualche incertezza su come dormire, inizialmente pensiamo che Ale possa dormire sul pavimento, mentre Illy ed Ika sul lettone… ma dopo mille delle sue opposizioni decidiamo di farlo salire con noi e siamo pronti per la nostra prima notte in Slovenia!

Giorno 2: il Percorso Storico e Tolmin
Prima notte in Van superata anche se con qualche spiffero imprevisto! Nonostante la brezza delle 7.30, il sole è già abastanza alto da illuminare i colori delle montagne davanti a noi, parcheggiati nel quartiere periferico. Prima di ripartire, ci prepariamo la colazione a base di pane e… crema Pan di Stelle! La colazione dei campioni!
Carichi di energia rimettiamo il Van in marcia per tornare al centro del paese, ma ci accorgiamo dopo soli 3 metri che in realtà ci eravamo già. Il paese è talmente piccolo che è bastato girare l’angolo. Così, ridendo del nostro senso dell’orientamento, ci incamminiamo per la nostra prima camminata… il percorso storico di Caporetto.
L’itinerario storico di Kobarid (Caporetto) è un perfetto mix di natura e storia, collegando i più importanti punti storici dai tempi antichi fino alla Prima Guerra Mondiale e le meraviglie naturali. Il percorso ufficiale attraversa:
- Il museo di Kobarid
- Il museo caseario “Od planine do Planike”
- L’Ossario Italiano
- Le rovine del villaggio antico Tonocov Grad
- I resti della Prima Guerra Mondiale
- Il Ponte di Napoleone
- Il fiume Isonzo (Soča)
- La cascata Kozjak
Da Caporetto alla Valle dell'Isonzo
A causa delle alluvioni e grandi pioggie del periodo, alcuni tratti sono stati chiusi ed il percorso momentaneamente ridotto. Ma questo non lo ha sminuito minimamente. Si parte dal paese e in poco tempo, seppur in salita, si raggiunge il monumentale Sacrario Militare (o Ossario) Italiano, voluto da Mussolini per commemorare le vittime della Battaglia. La spiritualità della costruzione si combina con lo spendore del paesaggio circostante, siamo in un punto panoramico perfetto per vedere tutta la vallata.
Per mezzo di un sentiero che parte dal monumento, ci si addentra in una verde foresta fino ad incontrare, per la prima volta nel nostro percorso, il bellissimo Fiume Isonzo. Lo attraversiamo grazie ad un ponte di legno e la vista è davvero suggestiva. Si nota l’originale colore azzurro, quasi bianco, di questo fiume.
Continuando ci si addentra nella Soča Valley, la Valle dell’Isonzo. Un percorso dai toni verdi accesi degli alberi e azzurro dei fiumi fino alla bellissima Cascata Kozjak che sembra surreale da quanto è bella… una distesa d’acqua che faceva capire tutta la sua potenza anche dal rumore che emetteva. Continuando, la bellezza dei paesaggio è intervallata da resti di un capitolo orribile della nostra storia: i resti della Prima Guerra Mondiale come le trincee e i capanni di protezione sono ancora lì, per ricordare l’angoscia che si provava in quei tempi.
Formaggio e gelato!
Sono circa le 12 quando terminiamo questo bellssimo percorso, ricongiungendoci a Caporetto. O meglio, prima di raggiungere il paese la strada passa a fianco del Od planine do Planike: il Museo Caseario. In altri termini, formaggio! Non vediamo l’ora di mangiar… aehm… documentarci sulla storia del formaggio ma rimaniamo a bocca asciutta, dato che il museo aveva chiuso giusto una mez’zora fa 🙁
Per fortuna, la zona comprende anche uno shop in cui è possibile acquistare i loro prodotti. La scelta sul tipo di formaggio non è molto ampia ma uno in particolare cattura la nostra attenzione: quello con foglie di Canapa! Nella vita bisogna provare di tutto!
Sono gli ultimi istanti che passiamo a Caporetto prima di muoverci col il Van verso la prossima tappa. C’era però un ultima cosa da provare: avevamo lasciato indietro un bar/gelateria del centro. Si chiama “Sladoledna Hiška Janko in Metka” e ce lo ricordavamo dal giorno prima perchè nell’insegna appariva il personaggio Totoro di Miyazaki, perchè non entrare? Ebbene, ricordate la gelateria “fai-da-te” di ieri? Ecco, forse quella non è nulla in confronto al locale in cui entriamo ora. Stesso concept, ma molti più gusti da personalizzare e l’ambiente è interamente dedicato ai film di animazione dello Studio Gibli! Ottimo come ultima tappa prima di lasciare Caporetto.
La gola di Tolmin
Alle ore 13, per la quantità di bellezze viste stamattina, sembra quasi di essere arrivati a fine giornata! Per fortuna abbiamo ancora una seconda tappa e si chiama Gola di Tolmin. Si trova a 20 minuti di auto a ovest di Caporetto. Ci lasciamo quindi alle spalle le ultime influenze italiane e procediamo verso la Slovenia, per così dire, autentica.
Prima di arrivare effettivamente alla Gola, pranziamo presso la riva del fiume che attraversa Tolmin, il Tolminka, dove nello stesso momento stavano allestendo i palchi per un festival chiamato “Punk Rock Holiday 2.3“. Da quanto si apprende, Tolmin è spesso sede di concerti e festival di vario genere, sicuramente una location suggestiva in mezzo ai monti!
La voglia di rimanere a fare festa è tanta (soprattutto da parte di Ika!) ma dobbiamo proseguire con il nostro programma. La “gola” è una delle più magnifiche attrazioni naturali di Tolmino, il punto di ingresso più basso e probabilmente il più bello del Parco Nazionale del Triglav. Il percorso circolare ci conduce attraverso le gole selvagge di Tolminka e Zadlascica, che si fondono nell’unica confluenza nelle gole sul territorio della Slovenia.
C’è solo un piccolo imprevisto: inizia a piovere, e anche un bel po’! Quale migliore occasione per Illy per sfoggiare il suo irresistibile impermeabile? Riusciamo così a strappare sorrisi a tutti i visitatori del parco che incrociano il nostro cammino.
Usciti dal parco della Gola fradici ma felici, il sole riprende a fare capolino, a conferma del fatto che non possiamo fidarci di alcuna previsione meteo per i prossimi giorni. Meglio così, poteva essere un Agosto bollente, e invece ci siamo rinfrescati 🙂
Soddisfatissimi per questa giornata, ci fermiamo in un chiosco subito fuori il parco per bere una meritata Lasko, la loro birra nazionale, accompagnata da una ciotola di patatine fritte.
Ripreso il Van, ci avviamo verso Bohinjska Bistrica, un paese sempre più a ovest per cenare e dormire. Il menu di stasera include uova sbattute e verdure lessate, rigorosamente gustate nella nostra casa a 4 ruote. Buonanotte!
Giorno 3: Parco del Tricorno e Bled
Un giretto a Bohinjska Bistrica
Bohinjska Bistrica è un paesino che ci invoglia ad una visita veloce. E’ su un laghetto, piccolino e tutto ben curato che ha suscitato la nostra curiosità!
Così dopo questa breve tappa, rimettiamo in marcia Vanny ed arriviamo al Parco Nazionale del Tricorno, l’area protetta più estesa della Slovenia che comprende la maggior parte delle Alpi Giulie orientali. Questo parco ha preso il nome dalla montagna più alta della Slovenia, il Triglav (Tricorno) di 2.864m, una specie di montagna sacra.
Beh…che dire…pronti per un nuovo trekking dai paesaggi mozzafiato!
Il Parco Nazionale del Tricorno e la Cascata Mostnica
Il percorso che abbiamo in mente attraversa il Parco del Tricorno, lungo la gola di Mostnica (Mostnica Gorge) fino alla sua cascata, Slap Mostnice. La partenza si trova a nord del paese Stara Fužina e si può scegliere di lasciare l’auto in un parcheggio a pagamento (20 euro) oppure più avanti gratuitamente.
Una volta coi piedi a terra, procediamo protetti dal caldo grazie alla fitta foresta che ci accompagna per tutta la prima parte del nostro trekking. In mezzo alla natura ci accorgiamo di una piccola casetta di legno sull’albero e non possiamo fare a meno di andare a sbirciare dentro… piccina piccina sembra una zona di appostamento.
Continuiamo il nostro cammino, Illy curiosa si gusta gli spot di acqua fresca che scende direttamente dalle montagne finché giungiamo alla cascata di Mostnice. Qui il primo pensiero che ci passa per la mente è come la giornata rappresentasse a pieno dalla frase del poeta T.S. Elliot: “The journey not the arrival matters. Abbiamo attraversato paesaggi meravigliosi che ci hanno lasciato a bocca aperta, e la meta finale era una cascata, suggestiva ma che non trasmetteva altrettanta bellezza (soprattutto in confronto a quella del giorno prima, Kozjak!).
E’ arrivato il momento di tornare giù, stavolta lungo la gola, non prima di esserci ricaricati provando un caffè turco diversamente buono presso uno dei pochi punti ristoro del Parco , Koca na Vojah 😀
Lungo la Mostnica Gorge
Ripartendo dalla cascata, dopo quindi un percorso di 4 Km a piedi, si torna indietro direzione sud e una volta tornati alla locanda Koca na Vojah si deve scendere verso un sentiero a sinistra. In questo modo si cambia il percorso di ritorno stavolta costeggiando la gola del fiume Mostnica. Sempre meglio chiedere comunque… non è facile trovare il bivio!
La gola è, ancora una volta, davvero suggestiva. Tutto ombreggiato dagli alberi, il sentiero costeggia il fiume che è molto più in basso rispetto a noi… Il ponte che troviamo dopo qualche centinaio di metri è, non a caso, il “Ponte del Diavolo“. Tale nome viene dato spesso ai ponti che si trovano ad una altezza, diciamo, considerevole rispetto al fiume sottostante :O
Altri 4 Km di percorso ed ecco che raggiungiamo il parcheggio dove il fidato Vanny ci attende, e cominciamo a dirigerci verso la nostra prossima meta… Bled! Non senza una tappa intermedia (e poco nascosta XD) per una bella doccia ghiacciata con vista sulla cascata!
Serata a Bled
Arriviamo a Bled in poco meno di 1 ora, strada semplice da percorrere e non affollata, se non nella parte finale con molto traffico per entrare direttamente nella città.
Avvertimento: qui trovare parcheggio è un incubo, cifre assurde anche fino a 4 € all’ora, da posto principalmente turistico. Dopo qualche ricerca riusciamo a trovare un posteggio a “soli” 1,50 € all’ora.
Terminiamo di prepararci e comincia la nostra visita alla città. Bellissima, nulla da dire, il lago con l’isola ed il suo castello sono davvero suggestivi, ma Ika ha ancora nel cuore le visite del giorno precedente e della mattina, che essendo comunque mete turistiche riuscivano a mantenere il legame con la natura, come se l’uomo ancora non fosse arrivato ad insediarsi!
Facciamo un giretto attorno al lago con la luce del tramonto, davvero incantevoli i riflessi sull’acqua e la calma che può trasmettere e decidiamo di viziarci con un aperitivo presso Spica (ottimi i cocktail a base di gin) ed una cenetta al ristorante Old Cellar. Cena perfetta!!! Il ristorante è poco fuori dal centro non molto visibile dalla strada, o almeno non con il giusto merito. Ne siamo venuti a conoscenza tramite un gruppo Facebook con suggerimenti per visitare la Slovenia. Che dire, cibi e vino tutto rigorosamente con ricette tradizionali e materie prime delle zone (lo stinco di agnello e la guancia di maiale erano morbidissimi!). Servizio impeccabile, davvero gentile tutto lo staff e molto preparato! Non mancavano poi i complimenti ad Illy, che ovviamente gli ha fatto guadagnare punti extra!
Dopo cena ci dirigiamo al Van. Dovevamo cercare un posto per la notte, ed essendo in centro non è da dare per scontato se non di vogliono spendere cifre esorbitanti, così decidiamo di spostarci fuori dalla città, guidando per una decina di minuti, approfittando di un parcheggio gratuito di Radovljica, paesino che l’indomani ci stupirà!
Giorno 4: La deliziosa Radovljica
Vi anticipo che nella giornata di oggi siamo diventati ufficialmente dei maestri alchemici e con non pochi difficoltà ci siamo dovuti districare tra problemi logici ed indovinelli per acquisire il nostro diploma ufficiale!
Ma facciamo un passo indietro… ci svegliamo sul “nostro” Van nel parcheggio dove eravamo arrivati la sera prima, e per non dare troppo nell’occhio decidiamo di scendere al bar affianco per fare merenda. Non si rivela la nostra migliore scelta, e non solo a causa del toast ammuffito che almeno non ci hanno fatto pagare, ma perchè se non ci facevamo prendere dalla fretta e dedicavamo un paio di minuti in più saremmo arrivati nel centro di Radovljica, un paesino minuscolo ma ricco di fascino!
Questa è una città medievale, con un fossato difensivo e viste sulle Alpi Giulie, ed è conosciuta come la Dolce Radol’ca, grazie alla tradizione per l’apicoltura, del miele e del cioccolato.
Il Museo della Farmacia e dell'Alchimia
La strada principale è corta, ma caraterizzata da ristoranti locali e negozietti di prodotti artigianali tra i quali si trova il motivo che ci aveva spinti fino a quì… il Museo della Farmacia e dell’Alchimia che Ika non poteva fare a meno di visitare!
Il museo non è grande, come la città d’atronde, ma racconta la storia della farmacia e dell’alchimia attraverso eccezionali oggetti provenienti da tutto il mondo come risultato di 40 anni di raccolta! Ed è quì che ci accoglie una simpaticissima ragazza che ci propone fin da subito di affrontare una serie di sfide per poter ottenere il tanto ambito diploma da Alchimista! Lo abbiamo ottenuto, ma non è stato facile, infatti ci sono una serie di enigmi da risolvere che ti aiutano a scoprire curiosità sull’alchimia stessa!
Tra i vari enigmi ci ritroviamo anche a creare il nostro personale bracciale del desiderio con il compito di completare il “l’iter” per far sì che il nostro desiderio si avveri!
Tra cioccolato e cene in posti oscuri
Soddisfatti ma affaticati allo stesso tempo, dobbiamo rinfocillarci e ci fermiamo in un locale poco più avanti di piatti tipici della zona: Gostilna Lectar. Qui mangiamo un’ottima zuppa ed assaggiamo il salame di cavallo, davvero gustoso, rigorosamente il tutto accompagnato da una buona birra locale!
Beh, siamo nella Dolce Radol’ca, quindi è impensabile di andarsene senza prima aver fatto scorta di cioccolatini presso il negozietto Radolska Cokolada dove non solo hanno un aspetto incantevole, ma sono anche buonissimi e dai gusti più disparati… limone esotico del Giappone, Rum Zacapa, …
E’ arrivato il momento di spostarci, per tornare a Bled e gustarci il tramonto in riva al lago, ed è quì che ci balza in testa l’idea di “cenetta Slovena Van made!”. Così ci precipitiamo al supermercato ed Ale si fa consigliare da una commessa sui prodotti più tradizionali e di facile preparazione (visto le nostre modalità di cucina) e ci ritroviamo in pochissimo a cercare un posto per passare la notte ma sopratutto per preparare la nostra cenetta!
Decidiamo di fermarci in un luogo moooolto suggestivo… tra due cimiteri proprio nella piccola città di Radovljica. Un pochino impauriti tra le storie di paura e gli scherzi che ci facciamo, iniziamo a preparare una cenetta tipica Slovena a base di: salsiccette speziate, salsa piccante al peperone e i buonissimi Strukli (involtini di formaggio cotti in acqua bollente) il tutto accompagnato da un ottimo vino locale: il Cvicek. Questo vino viene definito “particolarità slovena”, poiché è uno dei rari vini del mondo composto dalle varietà di viti rosse e bianche ed unico vino al mondo, oltre al chianti toscano, che ha la composizione del vino protetta dalla legge!
Beh, quindi che dire se non “Na zdravje”!
Giorno 5: Da Bled a Lubiana
Ultime ore al lago
Oggi è il giorno in cui lasciamo le bellezze della natura incontaminata per catapultarci nella città, a Lubiana! Sfruttiamo le ultime ore presso Bled raggiungendo l’isolotto centrale al lago, tramite una barchetta al costo di 18 euro a persona (Illy come al solito non paga). E’ una escursione che dura un totale di 1 ora e mezza, 45 minuti di questi passati sull’isolotto. E’ carino, ma molto piccolo e la maggior parte delle attrazioni richiedono un costo extra (il museo, la chiesa, il campanile). Preferiamo non spendere oltre e sfruttare il momento per un pranzo, rigorosamente al sacco, seduti su una panchina. Origliando da una guida che parla in inglese, scopriamo che su questa esclusiva isola arrivano ad organizzare fino a 3 matrimoni al giorno!
Un consiglio se fa bel tempo e preferite fare movimento senza spesa, una valida alternativa all’isolotto è una passeggiata attorno al lago, o sulla adiacende Collina Grad.
Prime bevute a Lubiana
Con il nostro fidato Vanny ripartiamo dall’unico parcheggio gratuito trovato a Bled (per la cronaca, questo). Partenza alle 13.30 e arrivo atteso dopo neanche 1 ora di strada, troviamo posto in un area di sosta di fianco ad un benzinaio, a nord di Lubiana. Essendo anch’essa gratuita non possiamo attenderci chissà quali servizi… e infatti l’area non è asfaltata ed è piena di crateri che fanno sobbalzare la nostra povera casa mobile fino a che non troviamo il posto! E’ stato comunque divertente 🙂
Coi piedi a terra, solo pochi minuti di passeggiata ci dividono dal centro della capitale slovena. A pensarci bene, non siamo arrivati molto preparati a questo incontro! Ci siamo infatti segnati solo poche cose da vedere, ma non importa quando si va all’avventura 🙂 Una cosa però è certa: il caso ha voluto che proprio oggi, nella stessa città, stia gozzovigliando in modalità vacanze anche Thomas, un nostro grande amico della bassa ferrarese! Il primo obbiettivo è quindi deciso: birra di benvenuto col nostro amico presso uno dei tanti locali della “Petkovškovo Nabrežje“, una delle vie più frequentate per chi vuole sorseggiare un drink lungo il fiume Ljubljanica.
E’ la settimana prima di Ferragosto, giovedì. Il sole è alto e il clima è effettivamente molto più caldo rispetto a quanto avvertito tra le vallate della regione del Tricorno. Eppure, Lubiana pullula di locals e turisti, un viavai comunque ordinato vista l’assenza di auto nel centro storico. Lubiana è una città davvero carina, le sue dimensioni piuttosto ridotte per una capitale (meno di 300.000 abitanti) la rendono molto vivibile. Dalla Petkovškovo Nabrežje arriviamo a Piazza Prešeren, la piccola piazza centrale con la Chiesa dell’Annunciazione, il Triplice Ponte (Tromostovje) costruito dall’architetto Plečnik, riconosciutissimo dalla città per aver dato vita a numerose infrstrutture… e un po’ di piogga.
Avete letto bene, c’è un sole pazzesco eppure in Piazza Prešeren… piove! Il merito è di un curioso spruzzino installato proprio al centro dell’area che da qualche anno fa cadere una pioggia artificiale, così da rinfrescare i passanti. Davvero geniale e anche un po’ fantozziano!
Girovagando per la città le sorprese non mancano e il nostro gruppetto attualmente composto da 3 umani e 1 cane si sta per ingrandire! Altri due amici, Sebastiano e Vanessa, anch’essi arrivati casualmente in città nello stesso giorno, si uniscono a noi. E come si festeggia in questi casi? Semplice… un’altra birra! Leggermente fuori dal centro c’è una birreria molto frequentata dai lubianesi, si chiama Lajbah e offre tantissime tipologie di birre artigianali e ottimi spuntini. Dopo un primo giro di birre più o meno ordinarie, decidiamo di provarne una davvero particolare… una birra acida al sapore di cheesecake! Il sapore era effettivamente… impegnativo! Ma quando si tratta di birra l’importante è assaggiare almeno una volta!
Proseguiamo quindi il nostro giro per il centro, attraversando il mercato (a quest’ora però chiuso) e velocemente si fa ora di cena. Non abbiamo prenotato nulla e i locali sono belli pieni, infatti il primo tentativo di mangiare quintali di carne presso Sarajevo ’84 non va a buon fine… troppa coda e stavamo pure per litigare con altri italiani per l’assegnazione di un posto 😀 Non conoscendo ancora i posti giusti, ci rintaniamo nel ristorante messicano Joe Peña’s. Questa sera non si mangierà tipico sloveno, ma nonostante tutto il posto era comunque molto valido!
Giorno 6: Tra le vie di Lubiana
Il Castello
La giornata di oggi è totalmente dedicata alla capitale slovena. Una veloce colazione in van e via a piedi verso la prima tappa: il Castello di Lubiana!
Guardando la collina dal basso, sembra piuttosto in alto e potrebbe richiedere una camminata relativamente lunga… invece una volta imboccata una strada pedonale a lato del mercato, dopo soli 10 minuti in salita si è già arrivati in cima. La vista è su tutta la città e la corte all’interno del castello è tenuta davvero bene. Gli architetti sono riusciti a far convivere nuove strutture per i turisti (un ristorante, i servizi, addirittura un jazz club!) con le rovine antiche. In particolare, nel piano sotterraneo del Castello si trova in questo momento una inaspettata mostra di quadri. Assolutamente da scoprire!
Per chi vuole conoscere più a fondo la storia del castello, c’è ovviamente la possibilità di entrare con una guida, oppure si può girare tra il parco della collina. Noi, visti i tempi stretti, ci limitiamo a percorrere una stradina molto caratteristica che scende al quartiere a sud, con una bella vista sui tetti della città, fino a via “Ulica na Grad”. Questa zona è un gioiello e mantiene ancora il vecchio stile di Lubiana, fino addirittura ad un lampadario appeso al centro di un incrocio.
In questa zona, un locale che ha catturato la nostra attenzione è “Črno Zrno“. E’ un bar, o meglio, un posto dove si beve solo caffè. Ma il caffè è speciale, preparato con cura da Alexander, un colombiano sposato con una slovena. Ha sperimentato centinaia di tecniche, le temperature, le quantità e la strumentazione per valorizzare tutti gli aromi del caffè selezionato dalla Colombia. Oltre ai caffè preparano anche cocktail… non perdiamo quindi tempo e chiediamo la specialità del giorno: un mix di caffè, ginger beer, lime e… qualcos’altro che non ricordiamo 😀
E per non farci mancare nulla, dopo il cocktail anche un semplice caffè. Un espresso classico… ma da un gusto che non troveremo facilmente nemmeno nei migliori bar italiani!
Il Parco Tivoli e il Walking Tour
Tornati in pochi passi verso il centro, la prossima tappa è un pranzo, rigorosamente al sacco, all’ombra del Parco Tivoli. Dal castello lo raggiungiamo in circa 20 minuti, sempre a piedi, attraversando alcuni punti molto interessanti di Lubiana:
- Krizevnica Ulica, una via piena di fiori e panchine colorate
- La Biblioteca Nazionale, vista purtroppo solo da fuori visto che Illy non poteva entrare 🙁
- Il Monumento a Boris Kidrič, politico jugoslavo
Una volta al Parco, lo attraversiamo per una parte (è gigantesco!) e ci stendiamo all’ombra per un meritato riposo…
La giornata prosegue curiosando tra le strade della “Lubiana vecchia”, attorno a Stari trg, la via che attraversa numerosi localini per fare acquisti o bere qualcosa di fresco. Il tempo scorre veloce e si fanno le 18.30, orario previsto per un appuntamento molto importante: un walking tour assieme a Minka, una delle tante guide turistiche locali che, tramite piattaforme com GuruWalk, mettono a disposizione il loro tempo per farci scoprire anche le storie meno narrate della città.
Nel posto accordato attraverso l’app, ci presentiamo a Minkia e al rimanente gruppo di ragazzi anch’essi italiani. Minka è una signora energica e sorridente, con un misterioso trolley al seguito. Il tuor inizia lungo la via dietro la Cattedrale, Miklošičeva cesta, e subito ci sono tantissime cose da conoscere! La storia del Grand Hotel Union, dove sono soliti alloggiare i VIP da polici ad artisti. O la Vurnik House con il suo stile unico nella città. Di lì a poco capiamo anche il motivo del trolley… Minka ha portato con sè una miriade di assaggi di cibi tipici della città: il cioccolato, i dolci e… il patè d’orso!
La visita guidata continua lungo il Mercato, la Cattedrale di San Nicola e i ponti del centro. Ci sarebbero tantissime cosa da scrivere… ma non spoileriamo e anzi vi consigliamo di sfruttare i walking tour a offerta libera non solo a Lubiana ma in qualsiasi città andrete!
Termine della giornata al Metelkova
Dopo i saluti e i super-ringraziamenti a Minka (talmente disponibile che il tour è durato anche 1 ora in più del previsto!), ceniamo in uno dei ristoranti tradizionali che lei stessa ci ha consigliato: Gostilna Sokol, approvato a pieni voti!
A cena finita, torniamo verso il van a nord della città, non prima di aver fatto tappa al Metelkova, il centro culturale alternativo di Lubiana, sviluppatosi nei pressi della stazione, un agglomerato di locali punk, un mercatino dell’usato, graffiti e… tanta gente! Peccato solo averlo visto di sera, avremmo volentieri fatto una seconda tappa per vederlo di giorno.
Giorno 7-8: Grotte di Postumia e Castello di Predjama
Colazione al mercato di Lubiana
Siamo ormai arrivati alla fine del nostro viaggio! Al risveglio abbiamo le idee ben chiare… merenda al mercato di Lubiana! L’idea iniziale era di partire subito per la tappa successiva: Postumia, ma i racconti sul mercato del giorno prima di Minka ci avevano troppo incuriosito. Ci ha parlato dei mille tipi di pane tipici della zona, della frutta secca, del distributore del latte…così partiamo dal Van con la nostra tazza di latta, recuperiamo Thomas e ci dirigiamo a fare grandi acquisti! La cosa curiosa è che si sviluppa su tutta la parte esterna facilmente visibile, ma un occhio attento può notare un edificio centrale con delle entrate laterali. E’ il Seminario della città ma proprio nel piano terra si sviluppa un’altra grande fetta del mercato! Acquistiamo la merenda, e perché no pure il pranzo, ci rempiamo la borraccia di latte fresco e ce la gustiamo su una panchina.
Ultima tappa, sempre un segreto svelatoci da Minka, in cima ad un palazzo per ammirare la vista delle Alpi Giulie: il Nebotičnik Skyscraper, poi accompagniamo Thomas alla sua auto che è arrivato il momento di cambiare destinazione!
Grotte di Postumia e il castello di Predjama
Si riparte, pit stop per una doccia ed un pranzetto in mezzo alla natura, ed in un attimo arriviamo a Postumia, dove visitiamo le famose grotte. Purtroppo la povera Illy è costretta ad aspettarci fuori. La grotta è visitabile per 25km, la prima parte e l’ultima con un trenino e per un paio di km intermedi anche con un giretto a piedi con la visita che racconta qualche curiosità! La grotta è sicuramente affascinante anche se perde un po’ di avventura e natura attraversandola con il trenino…. arriviamo in un attimo a fine giornata ed è giunta l’ora di trovare il nostro prossimo riparo, così troviamo per la nostra ultima notte, un posticino in mezzo a dei campi verdi immersi nella natura… abbiamo pure dei vicini, un gruppetto di mucche! Uno spettacolo, cenetta di avanzi, birra e pure un mojito sotto un cielo così stellato da lasciarci senza fiato.
La mattina ci svegliamo, circondati dal verde, merenda e si riparte per la visita al Castello di Predjama. Imperdibile! Un castello costruito in totale armonia nella roccia, uomo e natura che si incontrano alla perfezione!
Iniziamo il rientro a casa, ci aspettano 5 h di viaggio per riconsegnare il nostro compagno di avventura al suo legittimo proprietario. Questa seconda esperienza in Van è stata un’ulteriore conferma che questo modo di viaggiare si adatta alla perfezione a noi. Anche Illy ha avuto modo di sperimentarlo e le è piaciuto fin da subito!
Si conclude il nostro viaggio con gli ultimi Km verso casa. La Slovenia è un luogo molto vicino a noi, e dà la possibilità di poter raggiungere in poco tempo posti incantevoli e verdissimi 🌳 in mezzo alla natura!

















