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Esiste un posto in Italia dove il vino non viene bevuto per forza ad un tavolo. Un posto dai panorami verdi, delineati da morbide colline tempestate di vitigni. Talmente belli, che il vino te lo berresti proprio lì, dove è nato, seduti sull’erba dopo una lunga passeggiata. Un vino fresco, frizzante… il vino per eccellenza da bere in compagnia: il Prosecco.

Ovviamente ci troviamo in Veneto, più precisamente nel territorio del Valdobbiadene. Qui, nel Febbraio 2021, abbiamo preso i nostri zainetti e abbiamo percorso a piedi, in due giorni, la strada maestra che collega il paese di Conegliano con il comune di Valdobbiadene. La chiamano “Strada del Prosecco”, appunto, perchè il Prosecco è sempre lì, pronto a darti un po’ di energia quando i passi cominciano a farsi più pesanti. E allora buon cammino e… soprattutto… alla salute!

Dettagli e mappa del percorso

  • Data e durata del percorso: 13 e 14 Febbraio 2021, 12 ore totali
  • Luogo di partenza: Stazione dei treni di Conegliano (TV)
  • Luogo di arrivo: Stazione dei treni di Alano-Fener-Valdobbiadene (TV)
  • Km percorsi: 40 Km (non misurati)

Giorno 1: da Conegliano a Farra di Soligo

Conegliano, il suo Castello e... il risotto!

Arriviamo alle 9:30 del Sabato mattino a Conegliano. Secondo Maps, il tragitto di questa prima tappa consiste in 22 Kilometri percorribili a piedi, in circa 5 ore. Nonostante il tramonto fosse previsto per le 17:30, decidiamo di non partire immediatamente, ma di goderci qualche bellezza di questa cittadina. La Piazza Giovan Battista Cima, ad esempio: piccola e bianca, contornata da palazzi storici e dal Teatro Accademia. Già nelle prime ore di questo Sabato alcune persone occupano i bar attorno ordinando il loro -forse- primo bicchiere di vino bianco… e noi non siamo da meno. Del resto arrivati nella terra del Prosecco bisogna subito ambientarsi 🙂

Un’insegna sul perimetro della piazza coglie la nostra attenzione, è il “Caffè al Teatro“. Il locale è piccolo e accogliente, è qui che prendiamo il nostro primo calice di Prosecco come per dare il “via” alla nostra camminata.

Alla sinistra del Teatro, una stradina all’apparenza comune serve invece a raggiungere, con un po’ di salita e qualche curva, la seconda bellezza da visitare questa mattina: il Castello di Conegliano. Fermatevi a vedere il panorama, con le sue colline tempestate di vigneti. Soprattutto, se come noi avete raggiunto la vetta a orario pranzo, concedetevi il superlativo Risotto al Prosecco presso il ristorante situato nella corte. Senza esagerare, è ancora uno dei primi pensieri che ci torna in mente quando ripensiamo a questo cammino!

Il sentiero a curve che collega la Piazza Cima al Castello di Conegliano
Il risotto al Prosecco del Castello di Conegliano è spettacolare!

San Pietro di Feletto

Lasciando il Castello, stavolta scendendo verso Nord, ci si incammina per la via Costa Alta che taglia i borghi periferici di Conegliano. Trattasi quindi dei primi 8 Km di cammino, passando per Costa, Vidor, Rua. E’ una strada provinciale, asfaltata, con bellissimi panorami sulla sinistra e ogni tanto qualche castelletto. Ci teniamo a segnalarvi che la quasi totalità di questo cammino di 2 giorni si sviluppa su strade asfaltate. Non particolarmente trafficate, ma fate sempre attenzione soprattutto se come noi avete un cane appresso!

Dopo quasi 2 ore arriviamo alla nuova tappa del tragitto: San Pietro di Feletto. Di per sè il paese è piccolo, tranne che per il giardino adiacente alla Chiesa, il Parco della Pieve. E’ un posto ottimo per riposarsi un momento e riempire le borracce grazie ad una fontana vicino alle panchine.

Illy e Ika in posa nel parco di San Pietro di Feletto

Una romantica deviazione: il Molinetto della Croda

Sono le ore 15.00 quando lasciamo San Pietro per continuare virando a ovest, verso Refrontolo. Nel camminare per le bellissime colline iniziamo a fare due conti: servono ancora 10 Km, poco più di 2 ore, per arrivare alla tappa della sera. E’ Febbraio e il sole tramonta ancora molto presto, ma a conti fatti non dovrebbero esserci problemi se raggiungessimo la Farra di Soligo per le 17.

Non dovrebbero essercene… se non stessimo pensando a una piccola deviazione 🙂

Subito fuori Refrontolo, virando verso nord e proseguendo per circa mezz’ora, c’è un caratteristico mulino ad acqua risalente al diciassettesimo secolo, tenuto ancora in ottime condizioni. Le foto su Google non lasciano spazio a dubbi: bisogna visitare il Molinetto della Croda! Decidiamo così, con qualche tentennamento da parte di Ale, di allungare il percorso di 5 Km e raggiungerlo. Male che vada stasera si cena tardi!

La fatica aggiunta si è sicuramente fatta ripagare dalla bellezza di questo piccolo “spot”. Il Molinetto è ancora funzionante (dopo diversi restauri del ‘900) e fa da guardia ad una cascata e un lago in una atmosfera romantica. Ancora più romantica visto il periodo: siamo al giorno precedente a San Valentino e la pro-loco ha addobbato l’ambiente con cuori di rametti e fiori. Davvero bravi!

Arrivo a Farra di Soligo

Riprendiamo la strada principale tornando dapprima a Refrontolo, poi continuando verso Ovest, direzione Soligo. Il piccolo ritardo sulla tabella di marcia ci permette di continuare immersi nei colori arancioni del tramonto. Nonostante la fatica, questa è la parte più bella della giornata: il sole è davanti a noi ma non reca alcun fastidio, le ultime ore di luce illuminano i vigneti, le case dei contadini con il loro stile rustico (riferito sia alle case che ai contadini 🙂 ) e l’aria è fresca. Sono ormai le 17.30 e abbiamo totalizzato 18 Km di camminata, con diverse fermate suggestive!

A Solighetto, un paesino a 45 minuti dalla meta, le forze cominciano ad essere troppo poche riespetto alla sete, che ormai è tanta. Ci fermiamo quindi nel primo bar aperto per un meritatissimo bicchiere di Prosecco! Vino e chiacchere con il barista, cosa c’è di meglio per riposare i piedi… e la zampe? 🐶

Dopo 22 Km totali e 10 ore (non effettive) di cammino, il nostro primo giorno termina a Farra di Soligo, Troviamo riposo presso Villa Panigai, un agriturismo in una storica villa di inizio 900, con camere comode e ben tenute… e l’idromassaggio! Essendo in “periodo Covid”, il ristorante della villa era chiuso e abbiamo dovuto rimediare con la sempre valida accoppiata pizza e birra da asporto!

Un po' di meritate coccole al cane più atletico del mondo!

Giorno 2: da Farra di Soligo a Valdobbiadene

Buongiorno!
Si entra ufficialmente nel territorio del Valdobbiadene!

Il tranquillo borgo di Fontana

Il secondo giorno di cammino prevede di arrivare alla meta, Valdobbiadene, in 18 kilometri. Una distanza non esagerata che ci permette di uscire con più calma da Villa Panigali. Alle 10, le nostre gambette riprendono a macinare metri, uscendo da Farra (non senza un Prosecco del buongiorno) ed arrivando in poco tempo a Fontana.

Fontana è un piccolo borghetto lungo il sentiero, molto carino. La piccola Locanda da Condo, sulla strada principale con i suoi tavoli all’aperto, cattura la nostra attenzione… e la nostra sete! Un bicchiere di vino, dopo quello bevuto un’ora prima, è proprio quello che ci vuole!

Si esce dal paese e si sale un poco verso nord, dove piano piano cominciano a intravedersi le cantine delle etichette più pregiate della zona. Le prime sono Foss Marai e Alessandro Bortolin. Del resto, siamo appena entrati nel territorio del Valdobbiadene!

L'Osteria senz'Oste

Superati Guia e il borgo di Santo Stefano, eccoci finalmente arrivati alla tappa intermedia più importante. Su una collinetta poco prima di arrivare a Valdobbiadene, ecco che fa capolino la famosa Osteria senz’Oste! Una casetta di pietra immersa nelle vigne offre ai visitatori prodotti gastronomici della zona. A dir la verità l'”oste” c’era eccome, forse visto l’afflusso di visitatori della Domenica pomeriggio, ma la magia non viene a meno e, con il nostro tagliere di salumi e formaggi, troviamo un tavolino con vista sulle colline davvero imperdibile!

E il Prosecco? Facile! Si acquista presso dei distributori automatici sparsi in giro per la collinetta. Prendiamo due bottiglie per sicurezza… e passiamo questa magnifica oretta, riposandoci, circondati da altri ragazzi che come noi vengono sulla collina per l’aperitivo delle 14.00.

Arrivo a Valdobbiadene

Avevamo detto un’ora? Dall’alto dell’Osteria, dopo la seconda bottiglia, l’orologio segna le 17.30! Ci abbiamo preso gusto ed è ufficialmente l’ora di proseguire verso la meta 🙂

Nonostante il buio, qui non mancano gruppi di persone impegnate a proseguire gli aperitivi, sparsi per i baretti e le cantine della periferia di Valdobbiadene. E’ davvero un’atmosfera festosa ma non possiamo intrattenerci troppo. Difatti, non abbiamo abbastanza tempo per visitare la città, e la superiamo velocemente visto che la stazione dei treni si trova a Fener… ad ancora 1 ora e mezza di distanza!

Superiamo il lungo Ponte del Piave e finalmente ci fermiamo nella piccola e deserta stazione, per riprendere il treno delle 20, destinazione Bologna, ovvero casa. A distanza di un paio d’anni, ancora ricordiamo il Sentiero del Valdobbiadene come uno dei percorsi a piedi più suggestivi che abbiamo fatto finora, sicuramente avvantaggiato dai gustosi bicchieri di vino “raccolti” lungo la strada 🙂

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