Il Cammino del Salento: la “Via Del Mare” in 5 giorni
Gli amanti dei trekking e in particolare dei percorsi di più giorni non possono non conoscere il Cammino del Salento. Progettato nel 2020 da due volenterose ragazze pugliesi, Federica Miglietta e Mariarita Scarpino, è senza dubbio uno dei trekking più belli di tutta Italia e dell’intero Mediterraneo. Collega il capoluogo Lecce con la punta più a Sud della regione, Santa Maria di Leuca. A rendere il tutto ancora più interessante è il fatto che se ne possano scegliere due varianti: la “Via dei Borghi”, che attraversa maggiormente l’entroterra, e la “Via del Mare” lungo la costa salentina.
Nel 2021 abbiamo scelto di intraprendere la Via del Mare, lunga 115 km e suddivisa in 5 tappe: il percorso perfetto per gli amanti delle spiagge, del sole e delle scogliere mozzafiato!
Dettagli del percorso
- Data e durata del percorso: dal 26 Giugno al 4 Luglio 2021, 5 tappe
- Luogo di partenza: Lecce, Porta Napoli
- Luogo di arrivo: Santa Maria di Leuca, Santuario de Finibus Terrae
- Lunghezza totale: 115 Km
Giorno 1: da Lecce a San Foca, 25 Km
Sveglia alle 5.30 e poco dopo stavamo azzannando il nostro primo Pasticciotto…taaaanta roba!
Belli carichi di zuccheri siamo andati alla ricerca del punto di partenza della nostra avventura, Porta Napoli.
Bellissima ed immensa. Attraversiamo Lecce che offre dei palazzi di tufo spettacolari, ma lasciata la città si arriva in distese di nulla totale… Prima breve sosta nella bella e tranquilla Merine, subito dopo inizia una lunga strada, fortunatamente poco trafficata ma… sotto il sole. Un sole diverso da quello a cui siamo abituati, ti lascia respirare anche se ci sono più di 30 gradi.
Dopo molto camminare arriviamo alla prima tappa, il borgo di Acaya, dove ci fermiamo in un piccolo bar per concederci birra e Cucciolone con le barzellette di Sio. Qui mentre stiamo per partire incontriamo due ragazze che, come noi, stanno seguendo il Cammino del Salento. Le ritroveremo altre volte durante il nostro viaggio.
Ripartiamo e comincia la camminata nelle ore di punta e il sole si fa sentire.Una bella fatica, finché non raggiungiamo il mare! Spettacolo meraviglioso, acqua trasparente, insomma…una gioia immensa ma il cammino deve proseguire proprio sulla sabbia: alle 12, con lo zainone da 10 kg, e circa 5 ore di strada alle spalle.
L’ultima oretta è bella tosta, tra stanchezza, sole e sabbia… inoltre si cominciano a sentire i primi acciacchi fisici, ma finalmente attorno alle 15 arriviamo al primo
punto in cui riscuotere il nostro primo timbro: un supermercato. Ed è qui che ci accorgiamo di aver saltato il primo timbro che avremmo dovuto fare a quel baretto che ci ha dato tanto sollievo ad Acaya… Ma non importa! Siamo arrivati sani e salvi alla nostra prima tappa e la soddisfazione è grande, nessuno può privarci del nostro primo bagno in mare!
Termina la nostra serata con un aperitivo a base di calzone fritto ed un fantastico panino al tonno con polpette di polpo, accompagnando il tutto da due belle birre ghiacciate.
Ma ora buonanotte, a domani con la prossima tappa: in marcia verso Otranto!
Giorno 2: da San Foca a Otranto, 24 Km
Solita sveglia alle 5.30 ma questa mattina alle 6.30 eravamo già in cammino dopo una specie di colazione al sacco fatta in camera.
Partiamo e cominciamo subito a costeggiare la costa alternando percorsi aridi ed alcuni molto sabbiosi. Ma quest’oggi eravamo belli riposati, quindi ci sembravano più facili rispetto a ieri.
Iniziamo subito con 2 belle soste molto ravvicinate.
Prima: Roca: dove ci fermiamo ad ammirare la grotta della poesia.
Seconda: Torre dell’Orso dove abbiamo fatto il nostro secondo timbro e ci siamo riempiti gli zaino di qualche kg in più tra pizzette e altre stuzicherie del posto.
Dopo un bel pasticciotto al cioccolato riprendiamo il cammino sotto al sole, ma con dei paesaggi fantastici sulla costa.
Qui prima della prossima tappa la strada è lunga, finché finalmente arriviamo ad un bar dove incontriamo Marco, un altro pellegrino come noi dalla Toscana, il qual ci da qualche validissimo suggerimento per affrontare al meglio questa avventura.
Poco dopo ci raggiungono le nostre compagne di viaggio, e lì ci fanno notare che noi ad ogni tappa ci trovano sempre mentre stiamo mangiando e bevendo birra…ma noi siamo fatti così!
Riprendiamo il sentiero fino ad arrivare alla baia dei Turchi dove ci concediamo una bella pausa e dopo un po’ riprendiamo il nostro cammino, ma non è così semplice…
Difficile dopo una bella pausa riprendere a faticare con un sacco di problemi fisici che si fanno sentire….ma non demordiamo ed arriviamo fino a al BnB della stazione di Otranto dove ci accolgono a braccia aperte e ci mostrano…la piscina…un vero colpo al cuore.
Io mi butto dopo che Ale insiste perché io vada per prima, e poco dopo mi raggiunge con una bottiglia di prosecco e qualche prelibatezza che ci eravamo portati dietro… insomma non poteva finire meglio la giornata.
Doccia fatta, si riparte… noleggiamo un monopattino (divertentissimo aggiungerei) e dopo aver ritirato il nostro timbro al castello di Otranto e a farci consegnare la nostra meritata calamita al negozietto lì vicino, passiamo una bella serata e dopo un’ottima cena a base di pesce, torniamo a casa anche se più tardi del previsto… quindi buona notte!
Giorno 3: da Otranto a Santa Cesarea Terme, 22 Km
Oggi ci concediamo un’oretta extra di sonno, ma mentre ci prepariamo decidiamo di raggiungere la prossima tappa con il bus.
È stata una giornata difficile, non è facile decidere di cambiare idea, ma deve essere una bella avventura e non una sofferenza.
I risultati delle nostre fatiche non si sono placati con la notte: gambe dolenti, irritazioni, vesciche ai piedi… e per non rischiare di saltare anche le tappe successive, decidiamo di far riposare un po’ il nostro corpo.
Anche così il cammino ti riserva diverse sorprese, ti fa scoprire che a volte è necessario prendere decisioni che non ti piacciono ma che è importante affrontare anche le piccole difficoltà, con forza, per poter proseguire poi.
Quando non si è soli è importante capire che le difficoltà possono essere meno pesanti ma bisogna pensare al benessere dell’altro oltre che al proprio e trovare la giusta soluzione per tutti.
Prendiamo quindi il bus e alla fermata successiva alla nostra, salgono 2 pellegrine che a causa del sole cocente, come noi, hanno deciso di fare un pezzo senza rischiare la morte…insomma non eravamo soli. Sono molto simpatiche e scendiamo assieme a Santa Cesarea Terme, dove mentre scambiamo chiacchiere e raggiungiamo i rispettivi hotel, un gentilissimo signore ci regala 1 ciliegiona a testa….buonissima oltre che essere una bella sorpresa!
All’hotel ci riposiamo e facciamo passare le ore più calde, così è giunto il momento di lavarci un paio di panni…
Verso le 15 usciamo, tappa per il nostro timbro al bar dove ci fanno conoscere il Fruttone, che a parer mio supera pure il pasticciotto, ma Ale ha una diversa opinione.
Concludiamo la giornata trovando una rara spiaggia libera, dove non c’è sabbia ma solo rocce…e l’acqua come sempre meravigliosa!
E per terminare al meglio una giornata che ha messo a dura prova i nostri animi, decidiamo di concederci una buonissima pizza. Ed ora dopo essere tornati con le bici elettriche dell’hotel (un sacco di nuove esperienze con strani mezzi di trasporto per me) andiamo a dormire, sapendo che l’indomani ci sarà un pacchetto con la merenda per noi ad aspettarci fuori dalla porta.
Giorno 4: da Santa Cesarea Terme a Marina Serra, 23km
Ed ecco che alle 6 la nostra merenda al sacco si trovava di fronte alla nostra porta!
Oggi giornata molto impegnativa rispetto alle precedenti, il percorso è stato più insidioso tra dislivelli e strade rocciose.
Prima tappa Castro, preceduta da una “piccola” deviazione di 1h per visitare la grotta di Zinzulusa, che abbiamo scoperto aprire solo alle 10, così ne abbiamo approfittato per fermarci e gustarci una vista mozzafiato sul mare.
Ripartiti ed arrivati al castello di Castro per il nostro timbro, incrociamo le nostre compagne di bus, ci salutiamo, scambiamo 2 chiacchiere e prima di ripartire per la nostra nuova tappa alla Cala dell’ Acquaviva, ci concediamo pure una buona merenda, tanto per non perdere il vizio.
Questa tappa si raggiunge con un tratto sulla costa, e ci ritroviamo a fare una sorta di trekking tra le rocce con lo zainone, unitile ricordare la mia instabilità senza di esso, potete solo immaginare con….
Verso la fine di questa strada ci si mette pure il sole, che esce dalla sua cappa e ci fa letteralmente sciogliere, ma per me è stato un tratto davvero divertente! Improvvisamente: Acquaviva.
Un luogo completamente diverso, uno specchio d’acqua circondato da rocce, pieno di gente tra chi fa un tuffo, chi nuota e chi prende il sole. Così non resistiamo e ci fermiamo per goderci la nostra vacanza.
Dopo un paio di tuffi, il nuovo magnum rosa e un cocktail rinfrescante, ripartiamo per quella che veniva presentata come la tappa più lunga senza possibilità di trovare acqua o altro.
Oltre 11 km sotto il sole cocente che continuava a farci sciogliere. I piedi tornano a farsi sentire pesantemente, la schiena risentire del peso, le ginocchia che non ne possono più delle discese, dobbiamo fermarci sempre più spesso per riprendere fiato…ma alla fine arriviamo al nostro prossimo timbro a Tricase Porto, dove ci rimpinziamo con panino e birra.
Ci mancano solo gli ultimi 3 interminabili km per raggiungere il BnB.
Piccolo riposino, Mojto, focaccia, tiramisù e una piccola sbirciatina alla piscina naturale che domani mattina andremo a testare…ci siamo proprio meritati una bella dormita!
Giorno 5: da Marina Serra a Santa Maria di Leuca, 22 Km
Questa mattina è iniziata diversamente… solita sveglia alle 5.30 ma, prima di incamminarci, ne abbiamo approfittato per un bel tuffo nella piscina naturale di Marina Serra.
Qui incontriamo Fernando, mattiniero come noi ci ha consigliato la grotta sotterranea dove lui era solito meditare.
Andiamo così a vederla, preceduta da una scalinata, oltre si vede solo il buio, ma appena si entra in acqua uno scorcio di luce illumina una parte della grotta.
Inutile dire quanto fosse bello.
Partiamo in direzione Tiggiano, un paese a pochi km raggiungibile tramite il sentiero del Nemico, nome perfettamente azzeccato vista la difficoltà.
Nei pressi del paese rubiamo un gustosissimo pomodoro da un campo, che ci dà la carica per arrivare al Palazzo Baronale dove visitiamo il giardino ed il boschetto con un pausa dove ci gustiamo una puccia.
Ci rimettiamo in marcia per Corsano per il timbro ed una birra.
Direzione Marina di Novaglie per birra e il tipico rustico pugliese, per poi iniziare il famoso sentiero delle Cipolliane con vista mozzafiato sul mare e grotte annesse. Sotto il sole non è stata una passeggiata.
Manca veramente poco alla tappa finale.
Al termine del sentiero arriviamo al ponte Ciolo dove due ragazzoni vedono le nostre facce, talmente stremate e sporche che ci offrono due bottigliette d’acqua e un passaggio in auto fino a Leuca.
Ovviamente rifiutiamo la seconda offerta, la prima invece la accettiamo subito! Ci rigeneriamo con un caffè Salentino e invidiamo la gente mentre si diverte a fare il bagno nelle bellissime acque a ridosso di questo lungo ponte.
Passando per il Sentiero del Ciolo, il paese successivo è Gagliano del Capo. Non vediamo l’ora di raggiungere la meta, dunque ci fermiamo solo per ricaricare le borracce.
Solo 2 km ci dividono da Leuca, ma non possiamo saltare l’Erma Antica: una targa di pietra lungo la strada dove i pellegrini si fermano per lasciare una pietra portata lì dalla prima tappa. Noi, sprezzanti delle regole, portiamo in dono due bellissime conchiglie del mare con le nostre iniziali!
Al nostro arrivo al santuario di Leuca, ultimissima tappa del cammino, ci trovano esausti ma felici!
Dopo una doccia rigenerante scendiamo i 284 scalini per raggiungere le spiaggie di Leuca. Sfruttiamo le ultime energie rimaste per un panino al salmone ed un cocktail sul mare… così terminiamo la serata con una passeggiata sul lungomare, dove Ale mi prende un bellissimo ricordo di questo viaggio pieno di emozioni…
Una giornata a Santa Maria di Leuca
Dopo essere andata a letto alle 1.30 penso che possa essere un fantastica idea svegliarsi alle 5.15 per andare a vedere una delle prime albe d’Italia, così lo faccio mentre il povero Ale rimane morto sul letto.
È stata dura scendere le scale ancora addormenta ma il paesaggio era così bello che non pensavo alla stanchezza o ad altro, ma solo alla pace che stavo assaporando.
Il cielo è passato da un’insieme di sfumature rosa/azzurre, a vedere il sole che faceva capolino nel giro di pochi minuti da dietro le nuvole, e mostrava un bellissimo riflesso sul mare che sembrava raggiungermi.
Mentre mi gusto questo spettacolo incontro un’altra ragazza che come noi aveva seguito il suo cammino e un signore del posto che gira il Salento per fotografare i posti che più gli piacciono.
Quest’ultimo ci racconta diverse curiosità del posto, come ad esempio quali origini ha il nome della pizzica, tipico ballo salentino.
Quando il sole è ormai in cielo, torno a nanna per riposare almeno un pochino e per verificare che Ale non sia scappato.
Ci svegliamo con molta calma, facciamo una buona colazione al bar e trascorriamo la prima parte della giornata al mare di Leuca, dove mangeremo il nostro ultimo rustico e faremo il nostro ultimo bagno in quelle splendide acque prima di prendere il bus in direzione Lecce, dove ci aspetta la nostra ultima notte.
Una volta arrivati ne approfittiamo per fare un paio di acquisti (non li diciamo perché sono tutti regalini) e per trascorrere una bella serata tra i localini di Lecce, bevendo cocktails e mangiando cose tipiche come lo spezzatino di cavallo.
Parentesi: Ale si convinse tutta la sera di riuscire a mangiare l’ultima burratina a Lecce. Le speranze vennero a meno quando ci dissero che, testualmente, “chiedere una burrata a Lecce è come voler mangiare dei tortellini a Torino”.
Non andiamo a letto tardi, la stanchezza dei giorni passati si fa sentire e l’indomani ci svegliamo con comodo con diverse ore di riposo alle spalle.
Iniziamo a preparare per l’ultima volta i nostri zaini…
…to be continued…
Ritorno a Bologna
Iniziamo a preparare per l’ultima volta i nostri zaini, e comincio già a sentire la mancanza del svegliarmi e dover solamente pensare a camminare e a raggiungere la meta successiva.
Sento la mancanza del peso sulla schiena dovuto allo zaino, ma sto tornando a casa con un bagaglio ben piú grande.
Merenda con un ultimo pasticciotto, giretto in centro e facciamo una bella scorta di pizza per affrontare le 7 ore di treno. Un ritorno pieno di bellissimi ricordi, di un viaggio difficile ma che siamo sicuri essere il primo di molti altri…